venerdì 5 giugno 2009

Sex and the States

Non sono ancora atterrata a Detroit, che è già America.

"Eternal life is a free gift". La vita eterna è un dono gratuito, è scritto su un volantino lascito incastrato nello specchio del bagno dell'aeroplano. È nel momento in cui un uomo ha bisogno della sua intimità che si pensa di avere più presa sulla sua coscienza. "....is a free...." è circoscritto dentro un ovale frastagliato, lampeggiante, come quelli che si usano per segnalare uno sconto eccezionale. Se, seduti sulla tazza, alla fine della lettura dei passi biblici riportati sul retro del volantino vi siete lasciati convincere che quel Dio è il vostro Salvatore, il volantino vi invita a lasciare i vostri dati. Da Lebanon, Ohio, vi contatteranno.

"I choose to wait. Abstinence untill the wedding", recita un cartello pubblicitario grande come la facciata di una casa lungo una highway del New Mexico. È l'America più puritana, più bigotta e conservatrice. Quella che ancora non sa (ma teme fortemente) della vittoria di Obama che sarebbe arrivata da lì a qualche mese.

Ci finisco anch'io, alla fine del mio viaggio, dentro quel clima terroristico. In una notte a San Francisc

o, città tra le più liberali di tutti gli Stati Uniti, quella in cui c'è posto per tutti e dove su un muro leggo "Use what Mother Nature gave you before Father Time takes it away".

Ebbene, in una notte di San Francisco faccio un sogno dalla sceneggiatura complicata, disturbato da una voce fuori campo che mi dice: "in questa vita non conoscerai mai più l'amore". Il giorno dopo, per strada, getto per caso l'occhio su un predicatore nero che mi urla dietro i piaceri dell'astinenza sessuale prima del matrimonio.

"Troppo tardi", gli rispondo.


"Mai più sesso nella vita, allora", rilancia lui.

Poi, durante il viaggio di ritorno, un articolo apparso sul New York Times mi ritira su di morale. Sotto la testatina 'Modern Love' leggo la storia di una coppia gay che dopo lunga convivenza decide per le nozze. Uno dei due sposi, che è anche l'autore dell'articolo (si chiama Bob Morris; magari in Usa è famoso ma io non lo conosco) scrive: "I still belive that solitude makes me a deeper person, not a lesser one. So I felt kind of guilty for being in a couple. Then there's the fact that marriage often lasts as long as a Botox injection".

La traduzione suona più o meno così: "Credo ancora che la solitudine faccia di me una persona più profonda, piuttosto che una persona da meno. Così mi sentivo come colpevole per il fatto di essere in coppia. Poi c'è il fatto che il matrimonio spesso dura tanto quanto un'iniezione di botulino".


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mercoledì 3 giugno 2009

chi in gioventù non fa i suoi fatti......

....quella notte pensò che qualcuno le aveva rubato la sua giovinezza, la possibilità di immaginare, la capacità di sbagliare, di provare, di andare per tentativi, di cercare nuove strade, nuove combinazioni......e come poteva fare ora a recuperare?